Il seme di Bastoni nei Tarocchi

Asso di bastoni

Quando il faraone fu vicino, gli Israeliti alzarono gli occhi: ecco, gli egiziani marciavano dietro di loro! Allora gli Israeliti ebbero paura e gridarono al Signore. E dissero a Mosè: è forse perché non c’erano sepolcri in Egitto che ci hai portati a morire nel deserto? […] Non ti dicevamo in Egitto ‘lasciaci stare e serviremo gli egiziani, perché è meglio per noi servire in Egitto che morire nel deserto’?

[…] Il Signore disse a Mosè: Perché gridi verso di me? Ordina agli Israeliti di riprendere il cammino. Tu intanto alza il bastone , stendi la mano sul mare e dividilo, perché gli Israeliti entrino nel mare all’asciutto.  (Esodo 14:10-15)


Come ci dice questo passo della Bibbia, il seme di bastoni ha il segno del comando. Il seme è correlato al periodo del Neolitico quando le tribù iniziarono a diventare stanziali e cessarono le lotte per il possesso della terra. Nascono agglomerati di persone, villaggi. Finalmente non era indispensabile uccidere per mangiare, ci si poteva nutrire anche di cereali e di altri alimenti di natura vegetale.

Nell’Asso il bastone, che arriva con una mano dal cielo come in tutti gli altri assi del mazzo Rider Waite Smith, ha germogli. Un seme fruttuoso, quello dei bastoni, che conserva e fa crescere i possedimenti.

L’elemento a cui è legato questo seme è naturalmente la terra.

Analizzando questo elemento scopriamo che tutto ciò che si manifesta con un corpo solido appartiene alla terra, che la qualità principale della terra è la conservazione, ha una grande resistenza al cambiamento.elemento terra

Il temperamento correlato alla terra è il temperamento malinconico:

in questo temperamento la sostanza solida ha un ruolo preponderante: I Greci parlavano di ciò quando affermavano che nel malinconico la terra sta in primo piano. Per terra essi intendevano proprio la massa solida visibile, il terreno, le pietre, tutto ciò che è asciutto  se viene preso a sé. Le rocce calcaree – che ogni uomo ha nelle ossa – tormentano di più e in modo persistente il malinconico rispetto agli altri uomini. […] senza saperlo l’uomo soffre per la pesantezza terrestre del suo corpo, lo sente in modo troppo intenso. (I quattro temperamenti – Norbert Glas)

Il seme di bastoni quindi è correlato a tutto questo, e naturalmente come in ogni campo dell’esistenza umana rappresenta tutte quelle strategie che sono elaborate per superare queste difficoltà.

nove di bastoni

 

Questo nove di bastoni ben rappresenta la tendenza al possesso, la diffidenza verso il mondo esterno. Il volto del giovane è attento a che i suoi bastoni, conquistati con fatica, non gli siano sottratti. In questo agire, però, ha creato una sorta di prigione intorno a sé.

 

Ma altre carte ci parlano di progetti concreti, di viaggi programmati, di scoperta del mondo materiale. E’ il caso del due e del tre di bastoni, dove un giovane comincia a pensare alla sua vita autonomadue tre di bastoni (due) fino a concretizzare nella partenza per un viaggio il suo sogno (tre).

Un seme che parla di concretezza, di situazioni che hanno bisogno di soluzioni pratiche, dove il possesso prende una importante parte nella quotidianità. Ogni bastone è piantato nel suolo, da dove trae il nutrimento per germogliare in una nuova conquista. In un gioco molte carte di bastoni stanno a significare il bisogno di solidità, di trovare una sicurezza materiale o spirituale.

 

La serie delle Carte di Corte vede un Paggio che guarda il suo bastone, con fare da Narciso. Il Cavaliere invece è molto ben bardato, come d’altronde il suo cavallo. Da poco ha trovato il modo di conquistarsi un po’ di ricchezza materiale, e non esita a mostrarlo al mondo. La Regina, col suo gatto nero, fa capire di essere un’abile manipolatrice, e che la corte è nelle sue mani. Il Re è solidamente seduto sul suo trono di pietra con la salamandra vicino, simbolo di forza contro le avversità.

 

Una gran parte degli aghi di pino è appena caduta. Guarda il tappeto di aghi marrone chiaro sotto quest’albero: come giace leggero sopra l’erba, e quel grande masso, e la parete, posandosi fitto sulla cima e sulle cenge, e sui cespugli e il sottobosco, sospeso con leggerezza. Gli aghi non sono ancora piatti e rossastri, ma di un marroncino più delicato e riposano leggeri come bastoni da giocoliere appena caduti. Il terreno ne è quasi nascosto. Con quanta bellezza essi muoiono, dando con allegria il loro contributo annuale al suolo. Cadono per risorgere. Quasi sapessero che non è stato un solo deposito annuale a creare questo ricco terriccio in cui crescono gli alberi di pino. vivono nel suolo di cui accrescono la fertilità e il volume, e nelle foreste che da esso spuntano. (Henry David Thoreau , Diario -16 ottobre 1857)

Il seme di Spade nei Tarocchi

All’origine il gioco delle carte proviene dall’oriente, probabilmente dalla Cina, dall’India e, passando per la Spagna e per i guerrieri delle Crociate, arriva finalmente in Italia intorno al XIV secolo. Varia è la natura dei semi, a seconda del territorio e del popolo che utilizza le carte da gioco. In Italia, nel  1300, è facile identificare i quattro semi delle carte con le quattro fasce sociali: le spade corrispondono ai guerrieri, gli ori ai commercianti, le coppe ai religiosi e i bastoni agli agricoltori.


 

Parlando del seme di Spade, come ho già analizzato in questo articolo, la corrispondenza che viene più spontanea è quella con l’elemento fuoco.

Dall’Asso  al Dieci di Spade, infatti, il cammino è costellato di difficoltà, di

momenti di sospensione della capacità di comprendere ciò che accade, di delusione, di sofferenza. È il seme dei guerrieri, del confronto continuo con la sofferenza. Una scuola di vita dura e senza sconti, che porta però alla comprensione più profonda della realtà, alla consuetudine alle difficoltà e di conseguenza a una forza superiore.

Il fuoco sopraggiungendo giudicherà e condannerà tutte le cose. (frammento 66)

Il dio è giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietà fame, e muta come il fuoco, quando si mescola ai profumi e prende nome dall’aroma di ognuno di essi. (frammento 67)

Tutte le cose sono uno scambio del fuoco, e il fuoco uno scambio di tutte le cose, come le merci sono uno scambio dell’oro e l’oro uno scambio delle merci. (frammento 90)

Eraclito- Frammenti

Immagino la casa delle Spade come un grande castello scozzese, immerso nella natura lussureggiante della campagna del nord della Gran Bretagna. La natura è lussureggiante perché piove sempre, l’umidità entra nelle ossa e raramente c’è il conforto di un raggio di sole. Oscurità, temporali, sentieri ombrosi costeggiati da grandi alberi antichi. Il castello è poco illuminato, ci sono ritratti degli avi nelle stanze principali e tutto ha un’atmosfera color grigio molto scuro o  nero. Dormire al caldo non è facile, nel Castello di Spade,  in quanto è pieno di spifferi gelati, e le finestre non si chiudono bene. Le abitanti e gli abitanti di questo castello non sono per niente accoglienti, anzi. Una Regina e un Re guerrieri, un Cavaliere molto arrabbiato che cavalca furioso controvento e un piccolo, dolce Fante che, per sfuggire a questo inferno relazionale, diventa idealista, e immagina un futuro dorato e caldo per sé, ma non è capace di costruirlo, in quanto è intrappolato nel Castello di Spade.

“Eraclito dice che l’essenza di tutto è il fuoco. Il fuoco è un bel simbolo. Ti dà energia dinamica e sta a indicare che l’esistenza è un’energia dinamica, dialettica, che si evolve per conto suo. […]

La verità è energia.

Puoi sentirlo qui e ora: sei energia. Il canto degli uccelli nel bosco è energia, gli alberi che si innalzano verso il cielo sono energia; il movimento delle stelle, il levarsi del sole ogni mattino: tutto è energia. E l’energia non è né buona né cattiva, è sempre neutrale. Quindi non c’è bisogno di inventarsi un diavolo, non c’è nessun bisogno di spiegare niente, tanto l’energia è neutrale”.

Osho – L’armonia nascosta , Discorsi sui frammenti di Eraclito.

Il seme di Spade insomma ci insegna molto. Ci esorta a assorbire da ogni situazione, anche la più complicata, il succo puro e vivace dell’esistere. Con le Spade abbiamo la scelta fondamentale. Guardare tutto in bianco e nero, giudicare ogni cosa sulla base degli opposti, appiccicare l’etichetta ‘bene o male’ ‘giusto o sbagliato’ ‘buono o cattivo  ‘bello o brutto’  oppure vivere  con semplicità quello che accade, imparando da ogni cosa.

L’armonia nascosta vale di più di quella che appare. (frammento 54)

Non comprendono come, pur discordando in se stesso, è concorde: armonia contrastante, come quella dell’arco e della lira. (frammento 51)

Eraclito – Frammenti

Infatti, come ci suggerisce Eraclito, è nella guerra, nella lotta fra gli opposti che si trova l’armonia nascosta, come la musica che scaturisce dalla lotta fra l’archetto e la lira. Da questa opposizione, da questo sfregamento, nasce qualcosa di misterioso, inspiegabile e bellissimo: la musica.

Il temperamento associato al fuoco, e perfettamente coerente con il seme di Spade, è il temperamento collerico.

“Fra le favole di Grimm ve n’è una che descrive in modo particolarmente felice un tale scoppio di collera in un essere elementare, in ‘Strepitolino’. Quando egli si vede derubato del potere perché la regina dice il suo vero nome ‘Ti chiami forse Strepitolino?’, egli esplode ‘te l’ha detto il diavolo, te l’ha detto il diavolo’ grida il piccolo uomo e per lo sdegno calca il piede così forte che sprofonda fino al  busto’ . Questa descrizione è assai fedele poiché il collerico da un lato può essere completamente consumato nel fuoco interiore, ma dall’altro è sempre esposto al pericolo di rimanere imprigionato nell’elemento opposto”.

Norbert Glas – I quattro temperamenti, sulla strada dell’autoconoscenza

Il temperamento collerico  è, come si può dedurre dal nome, incline agli scoppi d’ira. Passionale, è tradizionalmente legato al fuoco e Ippocrate lo associava al fluido corporeo della bile. Si associa ai segni zodiacali di Fuoco, Ariete, Leone e Sagittario.

Il Cavaliere di Spade è proprio la rappresentazione del temperamento collerico come lo immaginiamo.


In conclusione, le Spade tradizionalmente sono considerate le carte del dolore: il fuoco fa inevitabilmente male bruciandoci. Sono gli arcani minori che indicano l’intelligenza mentale, che si affina con le difficoltà. Le carte di Spade corrispondono all’elemento fuoco. Ricordano la prima fase dell’umanità, quando per sopravvivere occorreva cacciare, cioè uccidere per mangiare.

La mente nei Tarocchi è rappresentata dal Seme di Spade: una serie difficile, in cui vengono considerate le difficoltà, gli ostacoli, i blocchi che incontriamo. Nascosta nell’arcano minore di Spade, però, c’è anche la soluzione al problema che stiamo affrontando. I Tarocchi di Spade sono fuoco che brucia, attraverso la sofferenza, i residui delle esperienze passate che ancora pesano sul nostro presente: è il discernimento, la facoltà mentale di scegliere per il meglio, con la consapevolezza che ogni scelta comporta un sacrificio.

tratto da Tarocchi: dal caos al cosmos – Archan Paola Migliori

Il seme di Spade come Elemento Fuoco

“Ieri pomeriggio il tempo si era fatto nebbioso e freddo. Avrei quasi preferito starmene nel mio studio presso il focolare, che avventurarmi per la landa e il fango alla volta di Wuthering  Heights. Ma, risalito dopo pranzo con tale proposito […], appena varcata la soglia scorso lì dentro una ragazza che, inginocchiata davanti al fuoco e circondata da scope e secchi di carbone, estingueva le fiamme con mucchi di cenere, sollevando un polverone infernale.  Tale vista mi fece ritornare immediatamente sui miei passi e, preso il cappello, uscii. Dopo quattro miglia arrivai al cancello del giardino di Heathcliff che già cadevano dei fiocchi di neve, appena in tempo per sfuggire alla bufera.

Alla sommità della collina la terra nericcia era indurita dal gelo, e il freddo mi faceva rabbrividire. Non riuscendo a togliere la catena, spiccai un salto al di là del cancello e, fatto di corsa il sentiero lastricato, lungo il quale crescevano miseri cespugli di uva spina, battei alla porta fino ad averne le dita indolenzite, ma invano: soltanto i cani ulularono in risposta”. [1]


Un’osservazione che spesso emerge, da parte di chi ha letto Tarocchi: dal caos al cosmos,  riguarda la corrispondenza del seme di Spade con l’elemento Fuoco. In effetti gli studiosi e le studiose di Tarocchi in genere attribuiscono alle Spade la corrispondenza con l’elemento Aria. Nel mio lavoro è stata fatta una scelta diversa: perché?


spiegazione Seme di Spade nel libro Tarocchi: dal caos al cosmos

Leggere i tarocchi non può essere definita una scienza esatta, e non si possono porre dei limiti all’immaginazione individuale nella interpretazione delle carte. Esiste quindi una assoluta libertà di movimento e di interpretazione, e ognuno, in base alla sua esperienza personale di “amicizia” con quella carta o con quel seme, maturerà la sua interpretazione.


Associo il seme di Spade al momento della Storia in cui gli esseri umani per poter mangiare dovevano cacciare, quindi per sopravvivere dovevano uccidere degli animali. Mors tua vita mea, insomma. Un mondo duro, difficile per le asperità del quotidiano, che fatichiamo a immaginarci. Il fuoco è l’elemento che brucia, che ferisce, e che allo stesso tempo cauterizza le ferite: il fuoco mette a nudo, ci spinge a lottare per la nostra sopravvivenza, ci aiuta a evolvere perché finalmente impariamo a cuocere i cibi. Il fuoco è un’energia che dobbiamo imparare a domare, per farcela tornare utile. È così anche per il pensiero, è così anche per le difficoltà quotidiane. Tutti i guai, i problemi, sono lì per insegnarci a domare le energie primordiali, necessarie alla sopravvivenza.


Sento profondamente che la sequenza di Spade rappresenta questa fase, nella vita di ognuno di noi: la fase in cui avvengono i contrattempi, le difficoltà, quando spesso non sappiamo che pesci pigliare e sentiamo dentro qualcosa di simile alla disperazione, cioè la mancanza di speranza. Tutto questo arriva per insegnarci a domare queste energie, e nel contempo per farci vivere fino in fondo tramite il nostro Ego, sperimentare il senso di importanza personale, e sentire la sofferenza che ne consegue. Una serie di carte che parla di egoismo, sopraffazione, sofferenza, a parte l’Asso.

 

L’Asso di Spade rappresenta la consapevolezza pura e limpida come la luce che attraversa il cristallo di rocca. È infatti quello il tesoro da trovare, in mezzo a tutte le tumultuose vicende che le carte di Spade ci suggeriscono.

 

 

 

 

 

[1] Cime Tempestose – Emily Brontë , Garzanti editore S.p.A., 1965,1981

Momento di lucida follia: Thomas Kuhn spiegato con i Tarocchi! (di Eleonora Polo)

Eleonora Polo, nata a Ferrara e laureata in Chimica, è ricercatrice presso l’Istituto ISOF del CNR e ricopre il ruolo di professore a contratto per il corso di Didattica della Chimica presso l’Università di Ferrara. Da tempo affianca all’attività di ricerca la divulgazione scientifica a vari livelli, con una particolare attenzione alla scuola secondaria. Ha pubblicato due libri “C’era una volta un polimero” (Maggioli, 2013) e “L’isola che non c’è. La plastica negli oceani fra mito e realtà” (Dedalo, 2020)


Momento di lucida follia:  Thomas Kuhn spiegato con i Tarocchi!            di Eleonora Polo 

Thomas Kuhn parte da una concezione più elaborata dello sviluppo della scienza che secondo lui non procede in linea retta, ma con un andamento a spirale caratterizzato da corsi e ricorsi. Quindi il progresso scientifico non è un cumulo di conoscenze teso a rivelare la verità, ma un’alternanza tra scienza normale e “rivoluzioni scientifiche” (scienza straordinaria), a partire da strumenti (paradigmi=un insieme di teoria, esperimenti, strumenti, l’elaborazione di un modello di un certo fenomeno) che
tendono ad articolarsi e specializzarsi, ma che a un certo punto arrivano a un momento di crisi in cui si crea come un gradino, un salto che porta a un cambio (cambiamento di paradigma). La differenza fra pseudoscienza e scienza consiste nell’esistenza di paradigmi. Secondo Kuhn le fasi sono cinque.

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  Fase 0: periodo pre-paradigmatico in cui coesistono molte scuole differenti in competizione tra loro, ci sono tante teorie, nessuna delle quali è in grado di prevalere. C’è molta confusione e ognuno interpreta il fenomeno come gli pare; poi piano piano si sfoltiscono le teorie più strane finché non emerge un paradigma unico (come Highlander: alla fine ne rimarrà uno solo).

THE STAR

Fase 1: accettazione del paradigma, in grado di fornire teorie, leggi scientifiche e strumenti tecnici matematici e scientifici.

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Fase 2: la scienza normale. Siamo a regime. Gli scienziati normali sono visti come risolutori di problemi e lavorano per migliorare l’accordo tra il paradigma e la natura.

              • strumenti di misura (attività sperimentale)
              • articoli scientifici (picco delle pubblicazioni)
              •  crescita della conoscenza scientifica
              • cominciano ad apparire anomalie (eventi che vanno contro il paradigma) che si cerca di risolvere. Lo scienziato normale deve cercare di sistemarle.

RWS_Tarot_10_Wheel_of_Fortune torre

  Fase 3: lo scienziato normale si scontra con le anomalie. Se il fallimento è particolarmente ostinato o evidente, l’anomalia può mettere in dubbio tecniche e credenze consolidate, aprendo alla fase successiva.

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  Fase 4: crisi del paradigma. Si mette in discussione tutto e si cominciano a pensare a soluzioni diverse soluzioni alternative e questo immette nella fase della scienza straordinaria cioè della rivoluzione. Per cercare di spiegare le anomalie si elaborano nuovi paradigmi.

La morte RWS_Tarot_07_Chariot

  Fase 5: rivoluzione (scientifica) o periodo di scienza straordinaria. Si aprono scontri e discussioni all’interno della comunità scientifica alla ricerca di nuovi paradigmi. Si imporrà non necessariamente quello più “vero” o il più efficiente, ma quello che riuscirà a catturare l’interesse e a guadagnare la fiducia della comunità scientifica, il più forte vince.

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La battaglia tra paradigmi risolverà la crisi, sarà nominato il nuovo paradigma e la scienza sarà riportata alla Fase 1.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Suggerimenti bibliografici

Per approfondire lo studio dei Tarocchi

Il mio primo Maestro di Tarocchi è stato Prembodhi.  Erano gli anni ottanta, e arrivò sul mercato questo libro, che è stato la mia prima “Bibbia”, Il Tarocco Intuitivo scritto proprio da Prembodhi, discepolo di Osho e  allora molto, molto freak.

Si stava uscendo dalla rivoluzione culturale degli anni Settanta del secolo scorso, e  il testo è una rivisitazione dei Tarocchi con lo sguardo dell’uomo e donna nuovi, più liberi, desiderosi di comprendere con gioia e leggerezza le pieghe della realtà.

 

Non si può non citare Alejandro Jodorowsky, parlando di Tarocchi. Insieme a Philippe Camoin, ha ricostruito il mazzo delle carte dei Tarocchi. Il suo libro sull’interpretazione delle carte, scritto a quattro mani con Marianne Costa si intitola “La via dei Tarocchi”

Per chi ama il mondo della magia e dei simboli, una lettura consigliata è quella di Oswald Wirth, il cui libro “I tarocchi” ha appassionato generazioni di “maghi”.

Un sito per capire la storia delle carte dei Tarocchi, tenendo sempre presente che non ci sono verità storiche definitive, e, al contrario, ci sono un sacco di teorie disparate, è quello dell’associazione Le Tarot, di Andrea Vitali. In questo sito è raccolta una importante bibliografia e anche documentazione scaricabile on line.

Per quanto riguarda la letteratura, non dimentichiamo Il castello dei destini incrociati di Italo Calvino dove l’autore ha omaggiato le carte dei tarocchi di una splendida narrazione.

Chi invece desidera approfondire il legame tra psicanalisi e tarocchi, si deve rivolgere a C.G. Jung. Nei suoi scritti “La sincronicità” e “I simboli della trasformazione” troviamo molti spunti relativi al sottile filo che lega la simbologia dei tarocchi, gli archetipi e una spiegazione scientifica delle coincidenze significative. Non bisogna poi dimenticare che C. G. Jung ha collaborato alla traduzione e alla pubblicazione dell’edizione europea de l’I Ching – il libro dei mutamenti

Letture di mistici e Maestri spirituali

Da Il simbolismo dei tarocchi di P. D. Ouspensky:

Il sistema dei Tarocchi nel suo senso più ampio, più profondo e vario, sta nella stessa relazione alla metafisica ed alla mistica di quella nella quale un sistema numerale, decimale o altro, è in relazione con la matematica. Per destreggiarsi con i Tarocchi è necessario avere familiarità con le idee della cabala, dell’alchimia, della magia e dell’astrologia. Secondo l’opinione di molti autorevoli commentatori dei Tarocchi, essi sono un compendio e sintesi delle varie scienze ermetiche, o un tentativo verso tale sintesi.
P. D. Ouspensky

P. D. Ouspensky è stato discepolo del mistico armeno Georges Ivanovič Gurdjieff di cui consiglio vivamente la lettura, anche se non strettamente legata alle carte dei tarocchi.

Una buona lettura per imparare a uscire dagli schemi mentali, e aprire il pensiero, il cuore e la pancia è  Osho, qualsiasi libro.

Per chi si interessa di esoterismo, una lettura consigliata è Dimensioni oltre il conosciuto in cui Osho risponde agli interrogativi esistenziali sui più grandi misteri della vita.

Esistono inoltre i Tarocchi Zen di Osho, disegnati da Padma e che contengono, nei commenti alle 78 carte, delle citazioni del Maestro. Nel blog Una visione di Osho al giorno ho giocato con questi tarocchi, pescando una carta al giorno e interpretandola secondo gli avvenimenti del giorno.

 

 

 

La lettrice di Tarocchi

autrice:  Jeanne Kalogridis  Edizioni TEADUE  – Milano, ottobre 2013 – 

pagine 499


La lettrice di Tarocchi è un romanzo storico in cui la storia di Caterina Sforza, personaggio descritto come donna di grande potere e forza, è raccontata attraverso le parole e le esperienze della sua cara sorella e collaboratrice, Dea.

Dea non è realmente esistita, ma dà la possibilità all’autrice di narrare il mondo magico che era tenuto in grande considerazione nel periodo a cavallo fra Umanesimo e Rinascimento, cioè nel XV secolo. Dea infatti ha il talento, ereditato dalla madre,  di interpretare i simboli dei Tarocchi, anche se usa questa sua capacità di rado e con molta parsimonia.

Nel romanzo, che si svolge fra Milano, Forlì, Faenza Firenze e Roma,  appaiono i Medici, Caterina Sforza, i Borgia.  Tutto sommato mi è sembrato un quadro plausibile del periodo storico e dei personaggi.

La struttura molto fluida della scrittura di Jeanne Kalogridis rende la lettura piacevole. L’autrice si sofferma, per quanto riguarda i Tarocchi, su due carte in particolare: l’Appeso e la Torre. Sono in effetti le chiavi per gli avvenimenti intrinseci al racconto, che si snoda nel periodo storico in modo agevole.

Lettura consigliata.

Consigli di lettura

Hai voglia di leggere un classico della letteratura e non sai da dove cominciare? Ecco un metodo divinatorio utile.

Come prima cosa prendi gli Arcani Maggiori, mescola le carte, e respira profondamente. Poi, con la mano sinistra, scegli una carta.

Che carta è uscita?

Ad ogni Arcano maggiore ho abbinato, per gioco, un libro.

Ecco la spiegazione:


La carta n. 0 – Il Matto

Il maestro e margherita (Michail Bulgakov)
Una trama piena di sorprese, completamente surreale, che si svolge su diversi piani temporali: se hai ricevuto la carta n. 0 – Il Matto, questo è il libro per te. Ti consiglio di lasciarti andare alla lettura godendone, senza dover per forza trovare un nesso logico. Scoprirai una lettura senza pensieri, per un’estate irrazionale condita con un pizzico di esoterismo


La carta n. I – Il Bagatto

David Copperfield (Charles Dickens)
Una vita che presenta molte difficoltà, quella di David Copperfield: dopo una bella infanzia con la madre e la governante Peggotty si ritrova in miseria e solitudine, scacciato dalla sua casa, in giovane età. Non ha molto su cui contare se non un bellissimo se stesso, che vuole vivere felice. Non ti dico il finale, ovviamente, ma se hai preso la carta n. I – Il Bagatto, in questa fase della vita sei come un germoglio che è apparentemente fragile, ma nella realtà dei fatti ha una volontà stellare di cominciare il suo cammino. Buona estate e buona lettura.


La carta n. II – La Papessa

Le nebbie di Avalon (Marion Zimmer Bradley)

Il libro narra la leggenda di Re Artù, raccontata da voci femminili. Un fantasy di qualità in cui si muovono la Somma Sacerdotessa di Avalon,  Morgana, le donne con il dono della vista che popolano le storie nordiche . Un libro da leggere tutto di un fiato, con l’immersione nel femminile più sensibile, più attento e intelligente. Se hai pescato la carta n. II – La Papessa, questa estate probabilmente devi connetterti con la parte destra del tuo cervello, e attivare le antenne.


La carta n. III – L’Imperatrice

Mangia prega ama (Elizabeth Gilbert)
Il libro inizia con una storia come tante, narra di una donna che subisce una separazione che le devasta l’anima. È una donna portata all’amore, alla generosità. Deve ripercorrere tutta una strada per tornare a se stessa, e amare nuovamente. Tratto da una storia vera, questo libro è dedicato a chi ha ricevuto la carta n. III – L’Imperatrice. Perché prima di amare nuovamente devi ricordarti chi sei, e questa estate sarà dedicata alla pratica del ricordo.


La carta n. IV – L’Imperatore

I promessi sposi (Alessandro Manzoni)
Una storia in cui l l’amore fra Renzo e Lucia, sulla quale tutta la trama è intessuta, ad una lettura più attenta si sposta in secondo piano. È una bellissima analisi dei giochi di potere, della sottomissione, della rabbia dell’impotenza, della gloria e del coraggio del mutamento. Se ti è capitato di pescare la carta n. IV – L’Imperatore, può darsi che questa per te sia un’estate alla scoperta del potere, della resistenza al potere, della capacità di trasformazione del denaro.


La carta n. V – Il Papa

Siddhartha (Herman Hesse)
Ecco la storia di Gautama il Buddha in un piccolissimo romanzo, che si legge tutto di un fiato. Il consiglio è di leggerlo e rileggerlo ancora, perché se la carta che ti è capitata è la carta n. V – Il Papa, allora questa estate sarà pregna del risveglio spirituale che stavi aspettando. Un momento di grazia, di cui fare tesoro, utilizzando le perle di saggezza racchiuse in ogni frase di questo libro.


La carta n. VI – Gli Amanti

Orgoglio e pregiudizio (Jane Austen)

Una trama fitta di scelte, di inganni della mente, un’analisi spietata dei ciò che rappresenta il pregiudizio nel valutare le persone ed il loro fare. Personaggi a cui l’orgoglio non permette di esprimere la propria sincera bontà pubblicamente, il proprio trasporto emotivo. Insomma, se ti è capitata la carta n. VI – Gli Amanti, questa estate puoi tuffarti nella lettura di uno dei classici della letteratura inglese dei primi anni del 1800. I risvolti dell’amore non sono mai stati così ben indagati e forse è ciò di cui hai bisogno al momento.


La carta n. VII – Il Carro

Sulla strada (Jack Kerouac)
Viaggiare, viaggiare, a volte in auto con un amico, a volte in autostop con sconosciuti. La trama di questo libro non conosce luoghi chiusi, consueti, non conosce la stabilità di una casa, di una residenza. Siamo in America, al sorgere della beat generation, verso il tramonto degli anni ’50 del secolo scorso. Sta cambiando tutto, ogni solido concetto di vita è stravolto dalla voglia di avventura. Ecco, se ti è capitato di pescare la carta n. VII – Il Carro, probabilmente sarà un’estate girovagante, incurante della stanchezza e del disagio. Leggendo questa splendida opera, tutto il potere sarà dell’immaginazione.


La carta n. VIII – La Forza

Memorie di Adriano (Marguerite Yourcenar)
L’Imperatore Adriano comincia “a scorgere il profilo della sua morte” e così decide di raccogliere i ricordi della sua vita. Una grande opera, un insegnamento di vita continuo, in cui la forza di perseguire il bene, con tutti i limiti essere umano, e la naturale propensione verso il piacere si mescolano in un racconto potentissimo. Se la carta che hai ricevuto è la carta n. VIII – La Forza, allora è il momento di guardare gli avvenimenti della vita dall’alto, come se fossi su una collina e vedessi l’intero disegno della vita, con tutto l’amore e la compassione di cui sei capace.


La carta n. IX – L’Eremita

Il giuoco delle perle di vetro (Hermann Hesse)
Un giovane viene inviato in una comunità di ricercatori spirituali, e percorre tutto il cammino della scoperta dei segreti di Castalia, luogo virtuale e magico. Il suo bisogno di libertà e indipendenza lo porteranno sempre a fare scelte responsabili e di risposta ai suoi personali bisogni di conoscenza. È il momento di attribuire una grande attenzione ai tuoi bisogni, se hai scelto la carta n IX – L’Eremita. Questa estate rappresenta una fase fondamentale di ricerca di quello che vuoi veramente, per poterlo rendere attuale durante le prossime stagioni.


La carta n. X – La Ruota della Fortuna

Coscine di pollo (Tom Robbins)
Un romanzo assolutamente folle e geniale, in cui gli avvenimenti sono per lo più assurdi, divertenti e irrazionali. Cinque oggetti prendono vita ed iniziano un lungo confronto sulle cose del mondo, e parallelamente accadono varie situazioni, alcune plausibili e altre assolutamente impossibili da credere. Be’ se per caso hai preso la carta n. X – La Ruota della Fortuna, è possibile che questa estate gli avvenimenti si rivelino fuori dal tuo controllo, e cose meravigliose e sconcertanti siano all’orizzonte. Per fare allenamento, questo libro è vivamente consigliato.


La carta n. XI – La Giustizia

Il mercante di Venezia (William Shakespeare)
Se non potrai pagare potrò esigere una libbra della tua carne: non è il monito di un nutrizionista, ma la richiesta di Shylock, l’ebreo che presta i denari a Bassanio. La libbra di carne tuttavia non deve essere presa dal corpo di Bassanio, ma da quello del suo garante, Antonio. Antonio è convinto di farcela ad avere i denari entro tre mesi, ma la sorte a volte gioca brutti tiri. La faccenda si complica e arriva al tribunale, il caso è un caso di coscienza. Se hai pescato la carta n. XI – La Giustizia, non ti fidare della buona sorte, ma sappi che ogni cosa che dai ti sarà restituita, e con gli interessi. Non ci sono sconti in previsione, in questo momento c’è la giustizia del premio e della punizione. E se vuoi fare un piccolo ripasso ti consiglio questa buona lettura.


La carta n. XII – L’Appeso

Via col vento (Margaret Mitchell)
Quando tutto intorno si muove senza che tu possa farci nulla, puoi ripetere con Rossella O’Hara domani è un altro giorno, si vedrà! Se la carta che ti è capitata è la n. XII – L’Appeso, può sembrare che la situazione intorno a te sia completamente fuori controllo, e che tu possa solo rimanere ad osservare come andranno a finire le cose. Proprio come per i protagonisti di questo lunghissimo romanzo, che attraversano mille vicissitudini, e ogni volta ricominciano daccapo. Diciamo che per questa estate, affrontare una lettura di questo tipo sarà molto, molto consolante, perché i tuoi guai confrontati con quelli di Rossella e di Rhett Butler ti sembreranno delle bazzecole.


a carta n. XIII – La Morte

Cime tempestose (Emily Brontë)
Un grande amore unito ad una grandissima forza distruttiva: i protagonisti si annienteranno nella ricerca della vendetta, con un richiamo fortissimo alla pulsione di morte che Freud riconobbe essere presente in ogni essere umano. Se la carta che hai colto è la n. XIII – La Morte, è il momento di fare pulizia. Occorre fare appello a tutta la propria forza per distruggere qualcosa a cui siamo legati, e forse questa estate per te è arrivato il momento di utilizzare questa riserva di energia. Riconosci ciò che non fa più bene alla tua vita e eliminalo, con l’aiuto di questo meraviglioso romanzo.


La carta n. XIV – La Temperanza

L’Odissea (versione in prosa) Omero
L’Odissea è il racconto di un lungo percorso, fatto di ostacoli superati e di alchimie nascoste, ma con un senso sotterraneo di attesa e di speranza. Se la carta che ti è capitata fra le mani è la n. XIV – La Temperanza, il libro che fa per te questa estate è il poema epico Odissea. Non solo Penelope e la sua famosa tela, ma anche Ulisse ha un grande desiderio di tornare nella sua amata Itaca. Non sarà però facile, e sarà necessaria una grande pazienza e tenacia per arrivare al tanto sospirato ritorno a casa. Forse anche per te è necessario un “ritorno a casa”, che passa però attraverso la rinuncia a qualcosa. Staccarsi dalle proprie passioni a volte è faticoso, oltre che salutare.


La carta n. XV – Il Diavolo

Il delta di Venere (Anais Nin)
Un’estate bollente, sotto tutti i punti di vista, se hai colto la carta n. XV – Il Diavolo. È il momento della passione, di lasciarsi andare ai sensi. Ci sarà anche spazio per i sensi di colpa, per le rabbie improvvise, per la gelosia. Un bel condimento di tutti questi sentimenti, questa sensualità è un libro scritto a quattro mani da Anais Nin e Henry Miller, in un momento in cui il bisogno di denaro li ha spinti a scrivere su commissione un racconto erotico al giorno. La raccolta è stata pubblicata sotto il nome di Delta di Venere, ed è questa la lettura consigliata per chi sta attraversando una fase esplosiva come la tua!


La carta n. XVI – La Torre

Cuore (Edmondo De Amicis)
Se hai pescato la carta n. XVI – La Torre, questa estate sarà un periodo di capovolgimento delle tue abitudini, dei tuoi modi di vedere. Nuovi orizzonti sono in arrivo, e le vecchie costruzioni mentali devono crollare per fare spazio alla novità. Per questo motivo il libro che ti consiglio di leggere è Cuore, un libro denso di sentimentalismo e pregno di bontà. Qualunque cosa tu faccia, dovunque tu vada, questi sono sicuramente sentimenti da recuperare, nel mondo che ci circonda. Una sinfonia di buone intenzioni, che fanno sorgere inevitabilmente buoni propositi.


La carta n. XVII – Le Stelle

Neanche gli dei (Isaac Asimov)
Se per caso hai pescato la carta n. XVII – Le Stelle, quello che ci vuole per trascorrere lietamente questa estate è un romanzo di fantascienza di qualità. Finalmente vedi la luce in fondo al tunnel, e tutti gli sforzi che hai fatto per imboccare la giusta strada sono stati premiati. Ora che sei in carreggiata, ti puoi concedere una pausa tuffandoti in maniera intelligente e intrigante negli universi paralleli.


La carta n. XVIII – La Luna

La casa degli spiriti (Isabel Allende)
Un miscuglio di magia e di storia celata dietro una miriade di personaggi: in effetti leggere questo libro non è facile a causa della quantità incredibile di personaggi che ruotano in questa storia dalle mille sfaccettature: La Casa degli Spiriti è una girandola che a prima vista non sembra avere né capo né coda, ma che, ad uno sguardo più attento, cela alcune verità politiche e storiche della patria dell’autrice, il Cile. Se la carta che ti è capitata in sorte è la n. XVIII – La Luna, probabilmente questa estate sarai chiamato/a a risolvere un quesito della tua vita, che a prima vista sembra insolubile, ma guardando più in profondità ti farà dono della chiave per aprire la porta della verità.


La carta n. XIX – Il Sole

I tre moschettieri (Alexandre Dumas)
Un bel romanzo d’appendice, per trascorrere lietamente queste ore estive: se ha i pescato la carta n. XIX – Il Sole la tua estate sarà allegra, spensierata e scanzonata, come questo romanzo che, pur fra avvenimenti a volte tragici, riesce sempre a svelare il risvolto allegro della vita, come un fresco giovane vento nella canicola. È il momento di essere senza pensieri, e di godersi il presente, di fare molte risate e di gustare ogni momento come viene!


La carta n. XX – Il Giudizio

Resurrezione (Lev Tolstoj)
Il romanzo della resa dei conti, del rimorso e del riscatto dalla colpa: se la carta che hai ricevuto dal mazzo è la n. XX – Il Giudizio, è il momento dell’esame di coscienza, di rivisitare il passato e guardare se non c’è nulla che hai tralasciato di completare, se c’è qualcosa in cui hai lasciato un pezzo della tua anima; questo libro aiuta ad entrare nel perdono, di te stesso e degli altri, a ritrovare l’integrità dello spirito, guarendo le ferite dell’anima.


La carta n. XXI – Il Mondo

Il cardellino (Donna Tartt)
Con questo romanzo l’autrice ha vinto il Premio Pulitzer del 2014. È un romanzo pieno di cose, ogni aspetto della vita è toccato e sviscerato. Se hai pescato la carta n. XXI – Il Mondo stai attraversando un momento di pienezza, di maturità e sei pronto/a per un nuovo ciclo di vita. Ma puoi avere ancora un po’ di tempo per gustare questa serenità leggendo questo libro di 892 pagine che ti riporta a tutta la ricchezza che puoi osservare dentro e fuori di te.

σχολή (scholḗ)

John William Waterhouse Dolce Far Niente
John William Waterhouse Dolce Far Niente
John William Waterhouse Dolce Far Niente

σχολή (ozio)

Il termine ozio era espresso dai Greci con la parola σχολή (scholḗ) che, secondo un’interpretazione etimologica, significava inizialmente “tempo libero” per cui l’ozio indicherebbe il possedere del tempo da usare in attività disinteressate, come lo studio, con senz’altro fine che la conoscenza o la contemplazione intima di se stessi.  Un bene prezioso, oggigiorno, quando siamo costretti e costrette a ritmi tutt’altro che naturali dalle mille cose da fare: il fare è un imperativo categorico, produrre, riprodurre e prendersi cura sono il tessuto del nostro quotidiano. Tutte attività lodevoli, tanto che è normale sentirsi dire che l’ozio è il padre dei vizi.

Mi sono domandata quando ho trovato il tempo per pensare prima di agire. L’unica risposta che ho trovato, frugando nella mia esperienza personale, è stata che il tempo per  riflettere l’ho rubato ai miei doveri, e  sono felice di averlo fatto.

Per interrompere il ritmo incessante che ci porta come pietre a rotolare verso valle dalla cima della montagna, senza sapere o governare la nostra direzione,  con l’unico imperativo di andare, andare a tutti i costi, bisogna semplicemente fermarsi.

Giocare con i tarocchi è un’ottima scusa, un modo per riflettere sul presente, riconoscere i progressi rispetto al passato, vedere qual è stato il punto di partenza e il cammino percorso fino ad ora. Per questo motivo ho pensato di creare eventi su vocazione, desiderio e amore, tre argomenti che non sono parte del  processo produttivo, riproduttivo e di cura, ma che intessono la nostra quotidianità.

Anima gemella o Amore Universale?

Anima gemella o Amore Universale?

Parlare di tarocchi significa, il più delle volte, parlare d’amore. E’ bellissimo esplorare le potenzialità di una relazione con le carte, lasciarsi andare a fantasie e immaginazione sui futuri possibili. Il problema è che siamo così martellati da condizionamenti esterni sulla sessualità e l’amore che non riconosciamo più il nostro desiderio.

Entrare in contatto con il proprio sentire naturale, originale, è più complicato di quel che si immagina: conosco il mondo femminile, e mi sono resa conto che quello che cerchiamo non è il nostro desiderare, ma il desiderio che l’altro ha di noi,  insomma ci facciamo oggetto e non  soggetto dell’amore.

Siamo tutti e tutte abituati a pensare di aver bisogno di qualcuno che ci completi, perché pensiamo che nella nostra solitudine ci manchi un pezzo: sarà la verità? È vero che abbiamo bisogno dell’altra metà di noi, e che questa è una e una sola? Sarà vero che esistono due generi, il maschile e il femminile, e che ognuno di noi è fisiologicamente donna o uomo e tutto quello che esce da questo schema va rimosso?

Con questo bagaglio di idee preconcette da trasportare come facciamo a sapere cosa vogliamo?

L’unica possibilità è tornare all’origine del nostro bisogno, che a volte si presenta come desiderio. Il desiderio è come il filo di Arianna, seguendolo troviamo l’uscita verso i nostri veri bisogni.

A volte creiamo un sabotatore per difenderci dai pericoli dell’amore! Abbiamo paura di soffrire, abbiamo paura di lasciarci andare, di aprirci, e non sappiamo cosa possa succedere se l’altro/a ci vede nudi, con tutte le nostre fragilità.

C’è stato un motivo preciso per cui abbiamo creato un sabotatore nella nostra mente. Era una difesa da qualcosa di dolorosamente inaccettabile, che volevamo evitare a tutti i costi. Magari tutto questo era vero per il bambino/la bambina che siamo stati/e, ma ora, adulti, possiamo guardare in faccia le nostre paure, senza timore di esserne coinvolti troppo.

Per fare questo occorre rinunciare a qualcosa del passato a cui siamo molto attaccati, un’abitudine fisica o mentale che permea la nostra vita e che rende tossiche le nostre relazioni. Sappiamo che quell’abitudine è arrivata a noi per proteggerci dal male, ma ora siamo pronti a lasciarla andare, ringraziando per tutto il comfort che ci ha fatto provare.

Dove trovo la felicità? Come devo muovermi nel cammino della vita per andare verso l’amore, la luce, il positivo? Per incontrare anche i fastidi, i dolori con una disposizione d’animo positiva, per ricercare l’opportunità in ogni cosa che questo giorno mi porta?

Prendiamo un po’ di carte per farci guidare in questa nuova avventura esistenziale. Buon viaggio.


Ecco un suggerimento di lettura:

– una carta per il mio bisogno di amore;

– una carta per il sabotatore dei miei progetti amorosi;

– una carta per quello a cui posso rinunciare del mio passato;

– una carta per la felicità del mio cuore.