Anima gemella o Amore Universale?

18 Agosto 2018 By Archan Paola Migliori 1

Anima gemella o Amore Universale?

Parlare di tarocchi significa, il più delle volte, parlare d’amore. E’ bellissimo esplorare le potenzialità di una relazione con le carte, lasciarsi andare a fantasie e immaginazione sui futuri possibili. Il problema è che siamo così martellati da condizionamenti esterni sulla sessualità e l’amore che non riconosciamo più il nostro desiderio.

Entrare in contatto con il proprio sentire naturale, originale, è più complicato di quel che si immagina: conosco il mondo femminile, e mi sono resa conto che quello che cerchiamo non è il nostro desiderare, ma il desiderio che l’altro ha di noi,  insomma ci facciamo oggetto e non  soggetto dell’amore.

Siamo tutti e tutte abituati a pensare di aver bisogno di qualcuno che ci completi, perché pensiamo che nella nostra solitudine ci manchi un pezzo: sarà la verità? È vero che abbiamo bisogno dell’altra metà di noi, e che questa è una e una sola? Sarà vero che esistono due generi, il maschile e il femminile, e che ognuno di noi è fisiologicamente donna o uomo e tutto quello che esce da questo schema va rimosso?

Con questo bagaglio di idee preconcette da trasportare come facciamo a sapere cosa vogliamo?

L’unica possibilità è tornare all’origine del nostro bisogno, che a volte si presenta come desiderio. Il desiderio è come il filo di Arianna, seguendolo troviamo l’uscita verso i nostri veri bisogni.

A volte creiamo un sabotatore per difenderci dai pericoli dell’amore! Abbiamo paura di soffrire, abbiamo paura di lasciarci andare, di aprirci, e non sappiamo cosa possa succedere se l’altro/a ci vede nudi, con tutte le nostre fragilità.

C’è stato un motivo preciso per cui abbiamo creato un sabotatore nella nostra mente. Era una difesa da qualcosa di dolorosamente inaccettabile, che volevamo evitare a tutti i costi. Magari tutto questo era vero per il bambino/la bambina che siamo stati/e, ma ora, adulti, possiamo guardare in faccia le nostre paure, senza timore di esserne coinvolti troppo.

Per fare questo occorre rinunciare a qualcosa del passato a cui siamo molto attaccati, un’abitudine fisica o mentale che permea la nostra vita e che rende tossiche le nostre relazioni. Sappiamo che quell’abitudine è arrivata a noi per proteggerci dal male, ma ora siamo pronti a lasciarla andare, ringraziando per tutto il comfort che ci ha fatto provare.

Dove trovo la felicità? Come devo muovermi nel cammino della vita per andare verso l’amore, la luce, il positivo? Per incontrare anche i fastidi, i dolori con una disposizione d’animo positiva, per ricercare l’opportunità in ogni cosa che questo giorno mi porta?

Prendiamo un po’ di carte per farci guidare in questa nuova avventura esistenziale. Buon viaggio.


Ecco un suggerimento di lettura:

– una carta per il mio bisogno di amore;

– una carta per il sabotatore dei miei progetti amorosi;

– una carta per quello a cui posso rinunciare del mio passato;

– una carta per la felicità del mio cuore.