Divin/azione

2 Giugno 2017 By Archan Paola Migliori 0

Cos’è la Divin/azione?

“La Sibilla con bocca delirante dice cose di cui non si ride, non abbellite, non profumate e con la sua voce oltrepassa mille anni per il divino che è in lei”. Eraclito

Xilografia Tiburtinische Sibilla Antonio Da Trentostorico

Xilografia Tiburtinische Sibilla Antonio Da Trentostorico

La forma divinatoria, che si attua in un luogo preciso, è l’oracolo. La divin/azione (scomponendo si può leggere azione divina) è il tentativo di leggere gli strati più profondi della realtà, utilizzando i mezzi più disparati. Si utilizzano, oltre ai tarocchi, elementi naturali, per esempio, come le foglie di coca per gli indio del Sud America, fondi di caffè o di tè, oppure oggetti costruiti, come il pendolo.

Nell’antichità esistevano gli oracoli delle sibille, delle pizie. Le Sibille sono presenti nel racconto dall’antica Grecia, citate per esempio da Eraclito, fino al medioevo. Sono canali di comunicazione con il divino, e fanno oracoli anche se non interrogate, in quanto la loro caratteristica è quella di essere “possedute” dagli Dei per comunicare messaggi agli umani.

La Pizia era la sacerdotessa dell’Oracolo di Delphi, pronunciava i suoi oracoli dopo essere entrata in uno stato d’estasi causato da vapori di erbe psicotrope; le parole erano per lo più un insieme sconnesso, e toccava ai sacerdoti del tempio cavare qualcosa di sensato dal responso.

Cosa succede durante una lettura di Tarocchi

Oggi, in Europa, un modo per divinare molto comune sono le letture di tarocchi. Di solito la lettura avviene fra un indovino/indovina e un/una consultante, in un arco temporale di un’ora, un’ora e mezza, in un luogo che sa di incenso e con strani aggeggi sparsi nella stanza, dal sapore un po’ magico, un po’ kitsch.

Chi decide di farsi leggere i tarocchi arriva all’incontro trepidante, carico di aspettative, come se l’incontro con l’indovina o l’indovino fosse un incontro d’amore. Già, fra un’ora, un’ora e mezza si aspetta di avere una risposta definitiva alle sue domande fondamentali sull’amore, sui suoi progetti creativi e di lavoro, sulla sorte delle persone care.

Negli anni ho avuto occasione di vedere molte facce in attesa ansiosa delle risposte dei tarocchi, e mi sentivo a disagio. Non riuscivo a collocare bene questa sensazione, ma sentivo che c’era qualcosa di sbagliato, un diverso livello di autorità e di potere fra chi legge e chi “è letto”.

Inoltre, il rapporto denaro/lettura individuale di tarocchi è sempre stato un mistero, per me. Ho attraversato tutte le possibilità di remunerazione, dall’offerta libera al dono di qualsiasi cosa (fatto che mi ha riempito la casa di oggetti assolutamente inutili, inservibili).

Eventi collettivi e gratuiti

Queste due cose, insieme, mi hanno portato a leggere i tarocchi solamente in eventi collettivi e gratuiti. Nell’evento collettivo è come se fossimo tutti dentro un contenitore protetto, e insieme guardiamo i nostri tesori nascosti. L’essere insieme ci dà un po’ più di coraggio, e impariamo a condividere con semplicità le nostre paure, ciò di cui ci vergogniamo e tutti quei mostri dentro la nostra testa che alla fine mostri non sono.

A volte, al contrario, si rivelano ricchezze inaudite. Il rapporto diventa di gruppo e non ci sono distinzioni di ruoli. Ognuno è lì per la sua ricerca, anche chi legge deve sempre trovare nuovi modi di esprimere i messaggi che arrivano e tradurli in maniera comprensibile per tutti.


Bert Hellinger,  il padre della tecnica  delle Costellazioni familiari, sosteneva che non solo le persone che partecipano attivamente alla rappresentazione della famiglia costellata stanno facendo un lavoro terapeutico, ma anche chi osserva dall’esterno può cogliere, nei mille frammenti della realtà che emerge, importanti spunti per sé.

Applicando lo stesso principio agli eventi collettivi di lettura dei tarocchi, si può affermare che anche le persone che in quel momento non sono direttamente coinvolte nella lettura possono trarre vantaggio da quello che accade, in particolare se sono interessate al significato degli arcani. Si crea così un movimento energetico circolare all’interno del gruppo e ognuno trova il suo posto nella creatività collettiva.